VALLE DI SAVIORE A CURA DI BONOMELLI SILVANO
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Curiosità e immagini di Valle di Saviore
Montagna
PRESENTAZIONE
Altezza mt. 1110 s/m. Abitanti 700 circa.
E’ la frazione più popolosa e più addentrata nella Valle Adamè.Il paese è formato dalle contrade “Cancè”, “Cadistagn”, e “Fontane”. Fu culla della nobile famiglia Zendrini, che ha dato illustri personaggi durante la Repubblica Veneta. Il più illustre, Bernardino Zendrini, grande matematico della Repubblica Veneta e ideatore del Murazzi dei Lidi.
Le origini storiche sui primi abitanti della Valsaviore sono incerte, mancando documenti probanti e sicuri. I primi abitanti furono i popoli reti, che abitavano le valli retiche e trentine. I centri abitati si formarono quasi sicuramente in epoca post-romana, ai tempi delle ultime invasioni barbariche e del dissolvimento dell’Impero Romano.
I primi abitanti erano cacciatori, in assoluta prevalenza. Si cacciava il camoscio, il capriolo, il cervo e l’orso bruno del Breguzzo. Esisteva sicuramente anche il lupo, sino ai primi anni del 1800. C’è ancora una lapide-ricordo in granito, lungo la strada vecchia che da Valle porta a Ponte, (vedi foto strada vecchia che da Valle porta a Ponte) datata 1795, con le iniziali G.M.C., ove tramando che una bambina fosse stata sbranata dai lupi.
Le prime notizie certe e scritte “in loco” sono del 1575, anno in cui si iniziò la scrittura obbligatoria dei Registri dei Nati, Morti e Matrimoni (decreti del concilio di Trento). I registri più vecchi sono proprio quelli di Valle, quelli di Saviore e di Cevo andarono distrutti nel 1600, a seguito di furiosi incendi.
Nel 1428 la Valsaviore, quale parte della Valle Canonica, passò sotto il dominio della Repubblica Veneta. Durante il “periodo veneto” tutta la Valle Canonica godette di relativo benessere e tranquillità. Venezia lasciò tangibile traccia nelle popolazioni della Valsaviore, nel linguaggio e nello stile architettonico (celebri le inferriate alla veneziana). I commerci con Venezia erano floridissimi: i Valsavioresi andavano a fare il duro lavoro dei facchini nei porti della Serenissima e le “paghere”(boschi) della valle erano la riserva di legname per la flotta veneta. Influenti personaggi della Valsaviore erano in Venezia quali commercianti o ricoprenti cariche pubbliche, anche elevate. Si ricorda tra tutti Giovanni Mora, capo delle poste veneziane, uomo in fluentissimo nella Venezia del 1700; l’abate Angelo Zendrini, pronipote del più famoso Bernardino, di cui ho fatto accenno nelle righe sopra, e traccerò un breve profilo storico qui sotto.
Bernardino Zendrini, senz’altro uno dei più grandi scienziati di Valle Canonica e dell’intera provincia di Brescia, il Rizzi lo definisce “uno dei più celebri idraulici d’Italia”. Nacque a Valle, in contrada “cadistagn”, nell’aprile del 1679. Suo padre, come altri Valsavioresi, era un noto commerciante in Venezia, la regina dei mari. Il piccolo Bernardino vi fu inviato ancor giovane per iniziare gli studi presso i Padri Gesuiti. Laureatosi in Scienze mediche a Padova, allievo prediletto del celebre Guglielmini, divenne presto famoso per le sue pubblicazioni e studi di idraulica. Nel 1720, Venezia lo nominava “Matematico, Sopraintendente alle acque, fiumi, lagune e porti”, unico ad aver centralizzato in sé tutte queste qualifiche, nonostante l’opposizione accanita degli avversari, in quanto lo consideravano uomo di provincia e non puro veneziano. Opera somma di questo periodo è il progetto per la formazione dei celebri “Murazzi di Venezia”, ancor oggi ammirati. Fu nominato anche patrizio di Ferrara per i servizi resi a questa città durante la controversia con Bologna, sul come deviare le impetuose acque del Reno.
Morì a Venezia il 18 maggio 1747. Egli è senza dubbio il più grande figlio della Valsaviore, meritevole di un posto storico di sicuro rilievo, assieme alle sue numerose opere.
Tratto da: GUIDA DELLA VALSAVIORE giugno 1977
Nel prossimo capitolo, scriverò qualche riga sui quattrocento anni della Parrocchia di Valle 1603-2003